Istituti E. De Amicis S.r.l.
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Didattica costruttiva
 

Come è possibile considerare eccellente una scuola che boccia il 35% dei propri studenti?

Gli Istituti De Amicis interpretano la non ammissione alla classe successiva come extrema ratio, ovvero come alternativa solo dopo che tutto è stato provato nel tentativo di recuperare uno studente.

Questa concezione di scuola non preclude l'apprendimento di conoscenze alte, semplicemente non crediamo che di fronte ad un rifiuto o alle difficoltà di studio ci sia sempre e solo una scarsa applicazione. Non sono le richieste a variare, ma l'approccio con il quale questo istituto ha deciso di formulare le proprie domande didattiche; gli insuccessi scolastici sono spesso il prodotto di realtà complesse che non emergono dalla media aritmetica dei voti e che non spariscono attribuendo una valutazione negativa in più.

Proprio in virtù di questa impostazione didattica gli Istituti De Amicis scelgono con cura i propri insegnanti, selezionando non solo docenti preparati ma anche in grado di stabilire relazioni positive e proficue con il gruppo classe.

La scuola non deve mortificare i tentativi li deve invece incoraggiare, perché gli studenti devono sentirsi liberi di sbagliare; altrimenti la scuola a cosa servirebbe?

Gli Istituti De Amicis vorrebbero insegnare ai propri alunni ad imparare dagli errori, perché non c'è miglior apprendimento se non quello successivo ad un fallimento.

Questo approccio si concretizza in aula in una didattica costruttiva, non limitata dalle valutazioni, nella consapevolezza che il lavoro degli insegnanti non si esaurisce nell'attribuire voti ma anzi deve iniziare proprio in quel momento, gratificando gli allievi meritevoli e aiutando chi ha sbagliato a comprendere gli errori commessi, senza punirli.

Per un professore, e per una scuola in genere, selezionare gli allievi in funzione delle capacità espresse nei momenti di verifica è una risposta semplice e sbagliata a situazioni complesse. È troppo facile dimenticare o nascondere dietro ad un brutto voto l'incapacità di analizzare le realtà che gli studenti vivono.